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Country: IL - TOURISM

Una città mistica.... jerusalem
jerusalem
Location: 31.781152541798235, 35.23143768310547, IL, Jerusalem, Israel
From: 2005-10-03 To: 2005-10-03
Language: italiano
Author: Roberto

Rank: View:2100

Sono stato una settimana a tel-aviv per lavoro, ma non mi potevo far scappare l'occasione di andare a visitare Gerusalemme. L'unico giorno disponibile è il venerdi, giorno del mio rientro; avevo l'aereo nel tardo pomeriggio, così ci organizziamo con dei compagni di corso per fare una scappata di qualche ora nella città Santa. Ci informiamo per il miglior mezzo per andare, ci dicono di prendere contatti con un taxy e di affittarlo per tutta la giornata, i prezzi lo permettono tranquillamente. Si parte!!
Una piccola parentesi, ma doverosa: il traggitto. Non ci vuole molto da TelAviv a Jerusalemm, ma quello che rimane impresso è che dalla capitale alla città Santa non c'è assolutamente niente, solo roccie su roccie e qualche gruppo di case arroccate. Il paesaggio è suggestivo ma è invitabile la sensazione di vuoto. Ad un certo punto troviamo un posto di blocco, l'autita ci spiega che è normale perchè stiamo oltrepassando il "confine"; non è un blocco come siamo abituati a vederli noi. La strada è sbarrata con blocchi di cemento che ti obbligano a fermarti e poi a fare lo zigzag per oltrepassarli. Vicino c'era un carroarmato, una mitragliatrice fissa a terra e tanti militari armati. Ci controllano i documenti, ci chiedono cosa andiamo a fare, e controllano il bagagliaglio.... 10 minuti e si riparte!
Magicamente l'atmosfera cambia, le case, i villaggi hanno tuti la bandiera araba e non più quella Israeliana. Tuttatorno c'è molto abbandono e ruderi derivanti dalla guerra. Ci ghicciamo un attimo, ma osservando bene, si vedono molte nuove case in costruzione. Non so perchè ma mi tranquilizza. Andiamo avanti e arriviamo a Gerusalemme. La città è molto estesa, tutta fatte di case prettamente bianche su tante colline, la vista d'occhio è veramente suggestiva (guarda foto panoramica). Arriviamo alla città vecchia,dentro le mure, vero cuore della città. Siamo tutti e tre emozionati, stiamo nella città Santa, che raccoglie in uno stesso posto tre religioni differenti: Cristiana, Mussulmana e Ebraica. Ci incammianiamo nel quartiere arabo, è molto dinamico e confusionario. Di fatto è un mercatino all'aperto. Tutti ti fermano e ti inviatno ad acquistare qualcosa, vendono di tutto. Dai souvenir alla carrne. Ho un ricordo molto positivo e solare, tutti quei colori, quegli odori, è facili astrarsi tanto da percepire la confusione come un leggere canto che fa da colonna sonora alla nostra passeggiata. Stando in mezzo al deserto, la temperatura è alta, e la città è costruita come se fosse interamente sotto un portico. In alcuni casi ci sono delle scalette che ti permettono di salire sopra e vedere un'altra faccia delle realtà. Sotto confusione e buio, sopra solitudine e sole che riflette sulle case bianche accecandoti (da notare anche il numero di parabole installate, vedi foto). Riscendiamo e andiamo verso il quartiere Cristiano. Prima però andiamo a cercare la via crucis. A fatica la troviamo e con nostra sorpresa, troviamo un mercato arabo. Scapppiamo, non ci sentiamo molto a nostro agio. Non è una zona turistica. Andiamo a cerare il quartiere Cristiano. Basta girare l'angolo e ti ritrovo in un ambiente completamente diverso. Se non fosse per le guardie armate di guardia ad ogni passaggio da un quartiere a l'altro, non ci sarebbe modo neanche di capire qual'è la soglia da una religione a l'altra. E' assurdo, tutto così vicino e pure completamente lontano. Il quartiere Cristiano, è molto più familiare, le strade sono più larghe, non ci sono mercati ed i negozi rientrano nei nostri più canonici schemi mentali. Ci dirigiamo verso il Santo Sepolcro. Mentre ci incamminiamo, l'emozione sale; piano piano ci stiamo rendendo conto di dove stiamo andando. Come giriamo un angolo riconosciamo la facciata del Santo Sepolcro. Rimaniamo un attimo interdetti, come per dirci tra noi "ecco ci siamo!". Con molta emozione e curiosità entriamo. Di fronte all'ingresso si trova una grossa lastra di Marmo per terra con dietro un mosaico stupendo che rappresenta tre momenti chiave della crocefissione di Gesù. Il mosaico sulla destra mostra Gesu crocifisso, al centro Gesù sdraiato su una lastra di marmo e sulla destra il sepolcro aperto dopo la sua resurrezzione. Ci rendiamo subito conto che quel quadro, quel mosaico mostra proprio quello che abbiamo davanti. Istintivamente ci voltiamo sulla destra e troviamo un altare costruto sul punto dove si pensa fosse stata piantata la croce. Sulla sinistra da lontano vediamo invece il Santo Sepolcro, o meglio la costruzione costruita ad hoc intorno per proteggerlo. Mi ci vuole un qualche minuto per assimilare tutto quello che mista intorno e per rendermi conto in quale posto particolare sono. La sola visione del marmo, immaginando che è proprio quel marmo dove è stato posto Gesù per pulirlo dopo la crocefissione, mi colpisce è una sensazione molto strana.
Nella sensazione mistica che viviamo ci dividiamo, o meglio siamo talmente tutti occupati con le nostre sensazioni interne, che non badiamo più ai compagni di viaggio. Mi metto in fila per entrare nel Santo Sepolcro. C'è la fila. Ma dopo qualche minuto si entra in una anticamera di nuova costruzione. Qui bisogna aspettare, il Sepolcro è piccolissimo e c'entrano solo 4-5 persone alla volta. L'ingresso per entrarci è molto basso, bisogna chinarsi, quindi anche se cerco di sbirciare per prepararmi non riesco a vedere niente. Ma si sentono le voci.... Si sente pregare, piangere, sighiozzare. La mia emozione iniziale piano piano si sta trasformando in serenità e riflessione. Mi concentro quindi sulle persone intorno a me. Ci sono sud-americani, tedeschi, spagnoli, asiatici... c'è tutto il mondo. Da tutto il mondo arrivano in questo posto. Ora tocca a me. Mi abbasso ed entro. Il Sepolcro è veramente piccolo. Sulla destra c'è un altare di marmo alto 50 cm e lungo neanche 2 m. E' qui che Gesù è stato sepolto ed è qui che Gesù è resuscitato. Vicino a me c'è un ragazzo sud-americano che si inginocchia e scoppia in lacrime; a me viene naturale inginocciarmi e riflettere, non prego e non piango; guardo solo la lastra di marmo in una senso di pace e tranquillità mai vissuta prima. Stavo bene lì, non so perchè, ricordo di starci talmente bene che non volevo più uscire. Tutto il mondo si era fermato, la mia testa era completamente vuota, non esisteva più niente, problemi, religione, cosa da fare. Una sensazione mai provata ed impossibile da spiegare, quindi neanche ci provo. Usciamo e ritrovo gli altri fuori, siamo tutti turbati dalla visita, assolutyamente non ci ha lasciato indifferenti. ognuno di noi in modo diverso ed intimo con se stesso. il tempo stringe e dobbiamo ancora vedere il quartiere Ebraico.

Il quartiere Ebraico, è completamente differente, molto spoglio (pochi negozi), molto pulito ma soprattutto molto silenzioso. CHiediamo informazioni ad un bambino per il mureo del pianto, non parla inglese ma si fa capire. Arriviamo all'ingresso del muro del pianto. C'è un metal detector, ci controllano i documenti, perquisiscono borse e ci fanno entrare. E' una grande piazza, di fronte a noi il tanto visto "muro del pianto", ci sono molti ebrei a pregare; è possibile avvicinarsi basta avere il capo coperto (sono dosponibile dei capelli di carta li sul posto), ma nessuno di noi si avvicina. Ci sembra di andare a disturbare, loro stanno pregando e non ci va di invadare un spazio così personale. Rimaniamo a distanza tanto si vede bene comunque. Una cos che mi è rimasta inpressa è tanta polizia in giro, sia in piazza che sui palazzi intorno. In questo posto si respira molto la preoccupazione di attentati.
C'e rimasta da vedere solo la "mosche della Roccia", chiamata così perchè al suo interno c'è la roccia, dove Maometto è asceso al cielo e dove Abramo stava sacrificando il Isacco. Purtroppo è venerdi, giorno di preghiera e quindi la moschea non è aperta al pubblico. Peccato. La vediamo solo da lontano. Ma non ci possiamo lamentare, queste poche ore ci hanno regalato tante di quelle emozioni che porteremo con noi in tutti gli altri anni.

Advisor:
Andate all'aereoporto molto in anticipo, almeno 4 ore prima. I controlli soon severissimi e bisogna passare almeno 4 check. Come esperienza posso dire che la città è sicura, c'è molta polizia ovunque, ma alcuni scene rimangono comunque impresse. In particolare una classe di bambini che usciva da scuola scortati dai militari dell'Unione. All'aereoporto chiedete di non farvi mettere il timbro, potreste avere dei problemi a visitare altri paese di origine mussulmana

Author: Roberto

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Jerusalem, quartiere arabo mercato Jerusalem, Vista da sopra i tetti Santo Sepolcro - facciata Interno Santo Sepolcro mosaico Interno Santo Sepolcro, il marmo dove è stato deposto Gesù Santo Sepolcro Muro del pianto Muro del pianto panoramica Muro del pianto Panorama città Jerusalem Particolare sul muro del piano
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Jerusalem, Vista da sopra i tetti Il tramonto dal mio albergo. Spettacolare!! Tramonto a Tel-Aviv vicolo parallelo alla via turistica del mare. Da notare la differenza con le case in primalinea Santo Sepolcro - facciata Santo Sepolcro Interno Santo Sepolcro mosaico foto notturna della spiaggia Torri e mercato panorama dal lungo mare turistico. Fotografato dal quartiere arabo Jerusalem, quartiere arabo mercato panoramica Muro del pianto Palazzo, costruzionemoderna,  in riva al mare Un'altro tramonto (anzi forse lo stesso, non ricordo) Particolare sul muro del piano bandiere e spiaggia Panorama città Jerusalem Vista sul mare dal mio albergo
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