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Country: EG - TOURISM

Escursione al Cairo

Location: 30.0571, 31.2272, EG, Cairo, Egypt
From: 2008-01-29 To: 2008-01-29
Language: italiano
Author: barbara

Rank: View:1900

Escursione al Cairo – 29/01/2008.
Avendo passato due settimane di relax in un piacevole villaggio di Sharm El Sheikh abbiamo pensato di dedicare una giornata per visitare il Cairo e per vedere le tanto famose e misteriose piramidi di Giza.
Per una volta abbiamo deciso di rivolgerci ad un’agenzia locale di Naama Bay invece che al Tour Operator (risparmiando così circa 70 euro a testa), abbiamo pensato di scegliere il viaggio in aereo per non affrontare sei ore di viaggio in pullman per andare e sei per tornare.
Noi eravamo in due, poi abbiamo conosciuto una simpatica coppia di Napoli che sentita la nostra idea ha deciso di aggiungersi per fare insieme questa esperienza.
Itinerario concordato:
• Transfer da e verso l’aeroporto;
• Volo con Egypt Air da Sharm per il Cairo;
• Museo egizio;
• Pranzo in ristorante galleggiante sul Nilo;
• Piramidi e Sfinge a Giza;
• Mercato di Kaal El Kalill;
Il 29 mattina i nostri amici arrivano puntuali all’appuntamento fuori dal villaggio mentre noi tardiamo di pochi minuti, nel frattempo le guardie del villaggio hanno già perquisito le persone che sono venute per accompagnarci ed hanno discusso animatamente con loro perché non vogliono che lavorino con le persone del villaggio, con noi invece sono gentilissimi e come al solito ci chiedono di cambiare gli euro in moneta che hanno raccolto come mance in banconote di carta (altrimenti la banca non li cambierebbe in moneta locale).
Partiamo per l’aeroporto con un pulmino solo per noi quattro, il cruscotto è ricoperto di pelliccia ed è pieno di pupazzi di peluche tra cui spicca una tigre che ruggisce mentre le si illuminano gli occhi (la presenza eccessiva di peluche è diffusissima in queste zone soprattutto nei taxy beduini). Sul pulmino ci danno il voucher per i biglietti aerei. Ci fermiamo fuori ad un albergo per dare un passaggio ad una guida dell’agenzia (Ahmed) che torna a casa al Cairo per le ferie.
Il check in è veloce, scopriamo subito che il volo è alle 09:45 (un’ora e mezza dopo rispetto a quanto scritto sul voucher che ci ha fornito l’agenzia), così restiamo due ore e mezzo in aeroporto a chiacchierare con Ahmed degli usi degli egiziani. L’aeroporto è piccolo, ma abbastanza nuovo e decentemente pulito, dalla vedrata si vede un prato abbastanza arido e tre o quattro aironi che passeggiano.
Finalmente si apre la porta e prendiamo la navetta che ci porta ad un airbus A330 che in 45 minuti precisi raggiunge il Cairo.
Arrivati al Cairo scopriamo di essere gli unici italiani e che quindi avremo una macchina ed una guida italiana solo per noi quattro, Ahmed e ci spiega che troveremo la nostra guida a Giza, infatti la prima tappa non sarà più il museo egizio ma le piramidi di Giza (capiremo poi che il cambio di percorso è motivato dal passaggio servito ad Ahmed per tornare a casa).
Lungo la strada per Giza attraversiamo il 6 October Bridge (dedicato al 6 ottobre 1973 giorno della fine della guerra tra Israele e l’Egitto) passiamo così dalla riva orientale a quella occidentale del Nilo. Il traffico è qualcosa di spaventoso anche per noi che veniamo da Roma e da Napoli e che quindi dovremmo essere ben preparati, ci spiegano che oggi c’è poco traffico perché le scuole sono chiuse per la pausa di metà anno scolastico (meno male …). Un’ambulanza ci raggiunge a serene spiegate ed il nostro autista, coerentemente con tutte le persone alla guida, non si sposta per agevolarla, facciamo una battuta e lui ci spiega che a scuola guida insegnano che si dovrebbe accostare per agevolarne il passaggio, ma con questo traffico non è il caso (speriamo di non averne mai bisogno!).
Finalmente arriviamo a Giza dove troviamo la nostra guida, Mohamed, che inizia subito a bombardarci con informazioni sulle piramidi e sui vari faraoni che si sono succeduti.
Dopo pochissimo scendiamo dalla macchina ed iniziamo a visitare queste meraviglie che sono le piramidi di Cheope Chefren e Micerino. Mohamed ci spiega che la piramide di Cheope, la maggiore, è perfettamente allineata con il nord, mentre le altre due sono più spostate ad ovest, ci sono varie teorie su come gli antichi egizi siano riusciti senza strumenti ad individuare il nord, in quel periodo la stella polare non indicava il nord, in base ai disallineamenti della seconda e della terza si è arrivati a dedurre che la posizione del nord era individuata tramite una coppia di stelle, Kochab dell’Orsa minore e Mizar dell’Orsa maggiore, che nel 2467 a.C. giacevano lungo una linea che passava proprio per il polo.
La piramide di Chefren, la media, è l’unica che conserva ancora il rivestimento esterno che lascia immaginare lo spettacolo che dovevano essere originariamente. Per entrare nella piramide di Cheope, la maggiore, bisogna fare la fila al mattina presto perché possono entrare massimo 150 persone e quindi ormai non possiamo più, decidiamo di entrare nella piramide di Chefren e acquistiamo i biglietti a 25 lire egiziane a testa (circa tre euro), non si può entrare con le macchine fotografiche ma come potremmo rinunciare ad una foto almeno mentre entriamo. L’ingresso è un cunicolo alto poco più di un metro, bisogna quindi scendere con le gambe ed il busto piegati, appena dentro si percepisce un forte odore di muffa ed un caldo umido soffocante, sui muri non ci sono iscrizioni, arrivati in fondo bisogna riprendere a salire e finalmente si arriva nella camera del sarcofago, c’è solo un sarcofago in pietra vuoto, la mummia già era stata portata via quando è stata scoperta, sul muro c’è una grossa scritta “scoperta da G. Belzoni, 2 marzo 1818”, fu infatti un italiano a trovare l’ingresso della piramide ignota per secoli. Riprendiamo il cunicolo per uscire e tre signore (furbissime) decidono di scendere a retromarcia, la strada è unica per salire e ci passa una persona alla volta (due se abbastanza magre, ma non è il caso di queste signore), restiamo sotto in attesa, infatti c’è un unico punto dove si riesce a stare in più di due persone, le signore restano ferme a metà strada (forse hanno paura), intanto noi ci sentiamo sempre più soffocare, è una sensazione bruttissima, finalmente la strada si libera e riusciamo a risalire più veloci che possiamo, non oso pensare come debba essere a luglio o ad agosto.
Facciamo varie foto alle tre piramidi da un punto panoramico, quindi andiamo alle piramidi delle principesse, tre piccole piramidi a gradoni che si possono scalare, siamo circondati da beduini con i cammelli che si mettono in posa e ci chiedono di scattare delle foto (ovviamente a pagamento). Il clima non è dei migliori, fa freddo e tira vento, all’improvviso inizia una tempesta di sabbia e pioggia, tutto diventa rosso e si cammina con difficoltà, nonostante tutto ridiamo e siamo molto affascinati dal paesaggio. Raggiungiamo la macchina che ci porta alla Sfinge, tra le zampe della sfinge c’è una statua che Mohamed ci spiega essere la stella del sogno, infatti la leggenda narra che verso il 1400 a.c. la Sfinge era coperta di sabbia fino al collo ed un principe si addormentò alla sua ombra, la sfinge gli venne in sogno e gli disse che se le avesse tolto la sabbia di dosso lo avrebbe fatto sovrano d’Egitto, il principe non sarebbe potuto diventare faraone perché non ne aveva diritto di nascita ed inoltre aveva sposato una donna asiatica, ma rispettò il patto e divenne faraone con il nome di Thutmosi IV.
CONTINUA…

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Author: barbara

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Roberto(2008-02-08):
questo racconto è interessantissimo.... ma ci hai lasciato sul più bello!
 
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